Pispisendu

di Salvator Angelo Spano

(giugno 1995)

(Una nota dell’amico editore Gerardo Addari)

Questo libro, o “operetta” come lo chiamava il caro Salvator Angelo, sarebbe dovuto andare in stampa nell’ultima decade di Gennaio.
Il 12 dello stesso mese, infatti, Salvator Angelo venne in redazione per riportarmi le bozze corrette. Mi consegnò una lettera molto dolce e affettuosa che concludeva con l’imprimatur per il libro. Gli dissi che non avevo bisogno di alcun documento scritto e che la sua parola valeva ben più di qualunque contratto. Salvator Angelo non aveva mai voluto una lira da me, anzi un giorno mi inviò un assegno per pagare il suo abbonamento al Provinciale. Assegno che naturalmente non ho mai incassato e che conservo gelosamente. Come compenso per questo libro mi chiese di poterne avere un certo numero di copie per farne dono ai suoi parenti e amici più cari.
- Perché questa lettera?
- Perché ci tengo e poi... non si sa mai - rispose.
Fisicamente appariva provato ma era lucidissimo, come sempre. Mi disse che il Signore doveva chiamarlo presto e voleva che tutto fosse in ordine.
Scherzosamente, anche per sdrammatizzare, gli dissi di tenere a bada il Signore almeno fino all’uscita e alla presentazione del libro. Sorrise e fece un cenno con la testa come dire: mah! non so.
Riporto un breve passo della lettera che il mio Onorevole preferito volle lasciarmi perché aggiunge un tratto in più alla sua grande statura umana:

“...La copertina sarà a colori? Sarebbe bello perché si tratta di un bel quadro di Meloniski che impreziosisce l’operetta.
Grazie anticipate di tutto: Lei che ne dice? io mi sento confuso e non meritevole di tanti riguardi, ma queste mie povere cose sono sincere e mi sono sgorgate dal cuore con tutta semplicità.
Non nascondo che, viste tutte insieme, raccolte con tanto impegno, mi hanno emozionato.
...E ora, dicono in Vaticano: si stampi pure! nihil obstat! E che Dio ce la mandi buona e il pubblico si lasci tentare!
Grazie ancora di tutto il Suo impegno e la Sua amicizia”.

- Se ancora vuole ospitarmi - mi disse - le lascio altre cinque poesie che, se crede, può aggiungere anche nell’operetta. Questo è il motivo del ritardo dell’uscita di questo suo ultimo libro.
Strinse la mano a tutti. Lo accompagnai fino in strada e vedendolo salire faticosamente in macchina mi permisi di rimproverarlo per essersi messo al volante in condizioni di salute precarie.
- Ha ragione - mi disse - ma oggi volevo venire a trovarla.
Salvator Angelo Spano è morto nella sua casa di Villacidro venerdì 30 Gennaio alle ore 19,05.
Raccontare Salvator Angelo Spano non è facile ma a parlare di lui sono le sue opere, il suo stile, la sua vita.

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