Vortici e dimore

di Maria Montisci

(maggio 2009)

Edizioni Fiore -80 pagine- euro 8,00


Attinge al filo tematico del suo precedente lavoro editoriale ‘Dal lato dei miraggi’ la nuova fatica letteraria di Maria Montisci, che snodandosi nelle trame di vissuto racconta, sussurra e sfiora natura, persone, sensazioni e sentimenti. Con un linguaggio comprensibile all’animo umano, apparentemente semplice ma sapientemente calibrato in ogni sua scelta, l’autrice ritrae con rispetto e delicatezza scorci di esistenza che dona senza alcuna remora o timore di giudizio al lettore attento, cui sembra quasi fare dono della sua più preziosa intimità. Così in ‘Vortici e dimore’ scrive lei stessa: “Molteplici sono le età che si avvicendano in un’esistenza. Care le vecchiaie come le giovinezze. Si trincerano dentro dimore o svolazzano in mezzo ai vortici. In ciascun modo, arrivano: nel giusto tempo di ogni accadimento”. Della vita nulla possiamo nè dobbiamo eludere. Allora con la leggerezza di una bambina stupita, ma con la maturità di chi porta dentro occasioni mancate ed inquietudini dolorose, la Montisci trova attimi di serenità e calma nelle dimore, alterati repentinamente dai vortici inevitabili e necessari ad alimentare la vita stessa. È questo libro un inno all’esistenza, che si snoda nella descrizione semplice di un monolocale e di un gatto amico, nell’impeto e nella forza della natura -che ricorda il mare e il vento della Sardegna a lei tanto cara e in lei sempre dominante-, della sabbia che tutto lentamente sgretola, di ricordi nostalgici e carichi che portano la mente in labirinti imperscrutabili ed unici per ogni lettore. In 80 pagine trovano il loro ordinato posto intime ombre e memorie a tratti cupe e nostalgiche, come pure voci e canti allegri, festanti e svolazzanti. Abbracciando il lettore, l’autrice con misura e grazia lascia al proprio interlocutore la possibilità di accordarle un pensiero, una sensazione, un ricordo. A volte una armonica condivisione della sfera emozionale. Nei 28 componimenti nessuna enfasi o sufficienza, nessun timore o pudore, per la Montisci essi sono una finestra aperta, una panchina da cui si osserva la vita che scorre e irrompe e, come la stessa autrice suggerisce “Ogni cosa salverei nella discarica del sentimento umano; innumerevoli volte riattingendo, tutto conserverei di quell’accumulo…”.

La dottoressa Maria Montisci è nata a Cagliari nel 1962. Ha vissuto prima in Sardegna -ad Arbus-, ora nelle Marche, dove nonostante la sua impegnativa professione di medico ospedaliero riesce a dedicare tempo, pensieri ed energie alla passione scrittura.

Maria Elena Addari

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